Il 95% degli Under 30 fruisce della Rete ogni giorno: è con questo dato che si apre l’indagine realizzata dall’Istituto Demopolis per l'Ordine dei Giornalisti, condotta lo scorso gennaio 2019 su un campione stratificato di oltre 1.000 italiani, dai 18 ai 29 anni.

Una ricerca che delinea gli strumenti impiegati per la fruizione quotidiana di informazioni e dati da parte delle nuove generazioni e che traccia il cambio epocale degli ultimi dieci anni (2009-2019).

Inutile dirlo, tra le diverse modalità d’informazione dei giovani d’oggi, Internet occupa il primo posto: il 75% dei ragazzi, infatti, entra in contatto con le notizie di attualità attraverso siti web e testate online, mentre il 66% preferisce TG locali o nazionali, seguito dal 63% dei Social Media, che rappresentano una vera e propria fonte d’informazione emergente.

 

 

Come si informano gli italiani Under 30?

Se l’utilizzo dei siti d'informazione online è cresciuto dal 31% al 75% negli ultimi dieci anni, anche la fruizione dei social network come strumento d’informazione ha subito un vero e proprio boom, passando addirittura dal 15% al 63%.

I motivi di questo orientamento sempre più legato al mondo digitale si riassumono in tre punti principali:

-la crescente fiducia degli utenti verso la Rete e il mondo del Web;

-la fruizione dei contenuti online sempre più capillare;

-dispositivi per la navigazione online più semplici e affidabili.

Non si può dire lo stesso dei TG e dei programmi di informazione il cui seguito, in dieci anni, ha subito un calo progressivo, passando dal 76% al 66%.

Davvero minimo il peso della carta stampata: pochissimi Under 30 acquistano quotidiani e giornali direttamente, giudicando questa modalità d'informazione troppo faziosa, soprattutto se si parla di tematiche politiche e sociali.

La stessa tendenza emerge anche dalla ricerca svolta dall’ente statunitense Pew Research Center: “Western Europeans under 30 views news media less positively, rely more on digital platforms than older adults“.

Lo studio, condotto in otto Paesi europei (Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Svezia e Gran Bretagna), conferma lo stesso disinteresse giovanile per la carta stampata e indica i siti web delle diverse testate giornalistiche come le fonti ritenute più affidabili e meritevoli di considerazione.

Un'analisi che prende in riferimento un panel di circa 16.114 persone e che rappresenta un ottimo benchmark per comprendere in che direzione stanno andando i lettori del domani e cosa dovremo aspettarci in un futuro tutt’altro che lontano.